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Comunicato
stampa Flc Cgil - Cisl Scuola- Uil Scuola sulla
bomba di Brindisi davanti alla scuola
Non ci sono parole di fronte a una
logica che prevede l'uccisione di ragazze e ragazzi
che vanno a scuola.
Hanno colpito una scuola ed è la prima volta che
accade. Una scuola intitolata a Giovanni Falcone e
Francesca Morvillo, a vent'anni esatti dagli
attentati di Capaci e di via D'Amelio. Non
chiamiamoli bestie, gli autori di questo orrore.
Sono persone
che hanno scelto di farlo. Lo hanno
programmato, organizzato.
Hanno deciso
di uccidere dei ragazzi e delle ragazze. È un
passaggio terribile,
un
salto nella disumanità.
Non ci sono parole, ma bisogna
trovarle. C'è bisogno della scuola.
Di tanta buona scuola. Per esecrare quanto accaduto.
Per riconoscere e ricordare la vittima, per essere
vicini ai ragazzi e alle ragazze feriti, agli
studenti, ai loro compagni e amici, alle famiglie.
Per sostenere una città intera che dovrà trovare la
forza di una risposta di civiltà e di riscatto
democratico.>>>
Prove Invalsi: bisogna rivederne la funzione
Non si può pensare di far
coincidere un
sistema
efficace e condiviso di valutazione,
che deve avere come obiettivo strategico quello
di migliorare la qualità dell'intero sistema
scolastico nazionale, con la
rilevazione
nazionale degli apprendimenti
attraverso i test. Tale rilevazione non può e
non deve confondersi con la valutazione delle
capacità formative degli alunni che è di
competenza dei
docenti. Così come
non accettiamo
che la cultura della valutazione debba essere
imposta con modalità autoritarie senza il
coinvolgimento e la condivisione dell'intera
comunità scolastica. Stabilire che le
rilevazioni nazionali rappresentano ordinaria
attività d'istituto, peraltro senza
remunerazione aggiuntiva per i docenti, è un
tentativo evidente di
forzare le
regole contrattuali e la vita
democratica delle scuole
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